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giona

Forum "Ultima Epoca"

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Moderatore: Giona;

loris

Testimonianza di Loris

Mi chiamo Loris, sono il figlio di Entheos, ho 10 anni e sono un bimbo vivace. Anche io come la mia mamma faccio la testimonianza in nome di Gesù.

Credere in Dio, o credere a Dio?

"Tu credi che c'è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano" (Giacomo 2:19).
Se domandiamo alla gente: "Lei crede in Dio?", la maggior parte di essi ci risponderà: "Certo, io credo in Dio!".
La Bibbia dice che anche il diavolo e i suoi seguaci conoscono e credono in Dio, ma non si pentono del male fatto. Credono che Lui esiste, che è un Dio grande e che niente Gli può resistere, che Egli è il Creatore dell'universo, che regna nei cieli e che è l'unico Dio supremo.

Questa piccola e sottile differenza cambia tutto il contesto e ci chiama a riflettere. Per esempio, quando hai bisogno di cure ospedaliere tu credi che c'è un ospedale che allevierà il tuo male... ma se non ci vai non succederà nulla!

Credere "a" Dio significa afferrare le Sue promesse, vivere secondo i Suoi comandamenti e condividere la nostra vita con Lui, credere per fede a ciò che Lui ha riservato per noi, aspettando con pazienza come se già l'avessimo. Credere a Dio vuol dire riconoscere la sofferenza di Gesù sulla croce, perché Dio aveva promesso di mandare un Salvatore sulla terra affinché per mezzo Suo noi potessimo vivere in comunione con Lui.

Credi a Dio?

"Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il figlio di Dio non ha la vita" (1 Giovanni 5:12).

"È molto credente!" Quest'espressione è usata spesso per indicare un uomo "religioso", ad esempio uno che segue assiduamente i servizi religiosi e che è attivo nella sua chiesa. Egli suscita generalmente il rispetto di chi lo frequenta. Ma Dio come apprezza tali persone? In questo campo, più che in ogni altro, è essenziale il Suo parere.

La Parola di Dio non parla mai di uno che sia più o meno credente. O si è credenti, o no. Essa fa una differenza netta tra quelli che sono "nati di nuovo", come spiega Gesù (cfr. Giovanni cap. 3), e quelli che non lo sono. Umanamente, se uno non è vivo, è morto, e viceversa. In nessun caso si può essere contemporaneamente nei due stati.

La questione, dunque, non è di sapere se sono più o meno credente, ma se ho la vita divina. Questo non riguarda la mia vita naturale, poiché, se sono in grado di leggere queste righe, è la prova che sono vivo. Ma ho la vita di Dio? In altre parole: ho la fede nel suo Figlio?
Gesù è il Figlio di Dio. Avere il Figlio, è conoscere Gesù, non solo come il Salvatore del mondo, ma come un Salvatore personale, come Colui che ha regolato il problema dei miei peccati che mi separavano da Dio. Le mie attività religiose non bastano a dimostrare la realtà della mia relazione con Dio, ma se ho questa relazione, allora è normale che produca dei frutti, per il bene degli altri e per la gloria di Dio.



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