timmy

Timmy

" Pazzia è vedere la vita così com'è e non come dovrebbe essere !"

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don chisciotte

La vita così com'è

Ho vissuto per oltre quarant'anni e ho visto...la vita così com'è. Pene...miseria, crudeltà oltre l'immaginabile. Ho sentito tutte le voci delle più nobili creature di Dio, lamentarsi per i morsi della fame tra i rifiuti delle strade. Sono stato un soldato e sono stato uno schiavo - Ho visto i miei compagni cadere in battaglia o morire lentamente sotto le frustate in Africa. Li ho sorretti nei loro ultimi momenti... questi erano uomini che hanno visto la vita così com'è... e sono morti disperando. Niente gloria...niente ultime coraggiose parole, ma nei loro occhi...pieni di confusione...si chiedevano perchè. Non penso si stessero chiedendo perchè morivano... ma perchè fossero mai vissuti! Quando la vita stessa sembra folle, chi sà dove giace la pazzia! Forse essere troppo pratici è pazzia, rinunciare ai sogni, questa può essere pazzia, cercare tesori dove c'è solo spazzatura, troppa razionalità, questa potrebbe essere pazzia... ma la più grande pazzia di tutte è...
vedere la vita così com'è e non come dovrebbe essere!

(dal film - Man of la Mancha -tratto dal romanzo
"Don Chisciotte" di - M. de Cervantes -)


Questa poesia mi ha aiutato nei momenti più bui.

Figlio mio

Se saprai mantenerti calmo quando intorno a te tutti perderanno la testa e te ne incolperanno;
se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno, ma saprai comprendere il loro dubbio e subito dissiparlo;
se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa;
se calunniato non calunnierai e, odiato non odierai;
se saprai sognare e non fare dei sogni i tuoi padroni;
se saprai pensare e non fare del pensiero il tuo unico scopo;
se saprai sopportare di sentire che quanto hai detto di giusto venga alterato per combatterti e nuocerti;
se saprai assistere alla distruzione di ciò per cui hai dato la vita, e chino saprai ricominciare;
se saprai costringere cuore, tendini e nervi a servire la tua volontà quando siano sfiniti;
se saprai parlare con la gente e restare semplice o passeggiare con i re e conservarti modesto;
se né avversari né amici avranno il potere di offenderti;
se ogni uomo avrà per te un valore ma nessuno conterà troppo;
se saprai fare tutto questo, tuo sarà il mondo e quanto esso contiene e,
quel che più importa, tu sarai finalmente un uomo, figlio mio…

R. Kipling

giocatore di scacchi


" Il giocatore di scacchi "


" Il giocatore di scacchi " - Questo è un disegno che mi ha dedicato mia sorella, conoscendo la mia passione per questo gioco. Una cosa che non potrei mai perdonarmi è di non ricambiare l'amore e l'affetto che lei mi ha dato. Ci sono voluti 50 anni perchè mi rendessi conto di avere una sorella. Le nostre strade si sono separate abbastanza presto, e nel percorso delle nostre vite le occasioni per stare insieme sono state rare. E' stato in occasione della mia separazione, il momento più tragico che potessi vivere, che lei mi cercò e mi disse: " Qualsiasi cosa accada, ricorda che hai sempre una famiglia che ti vuole bene e che non ti abbandonerà mai." Ero in un baratro... mi sentivo sconfitto, umiliato, incompreso, solo...e questa persona della quale conoscevo solo l'esteriore, mi si rivelò con tutta la sua meravigliosa anima ! Ed era mia sorella! Una parte di me. Dopo la recente scomparsa di nostra madre, sono andato a stare da lei per aiutarla nella ristrutturazione della casa, ed è stato uno dei periodi più belli che potessi vivere. Suo marito è una delle persone più eccezionali che potessi conoscere. Infaticabile, gioioso, disponibile e multitalentuoso. L'armonia e la reciproca stima, rendevano le dure giornate di lavoro e le difficoltà, delle cose trascurabili. Per avermi accettato con tanto amore vi voglio ringraziare e vi sarò per sempre riconoscente!
Grazie Mauro, grazie Carmen...vi voglio bene!

Jimi TimmyJesus
Cosa ci faccio quì tra Jimi e Gesù ?

Qualcuno una volta chiese : " Dove potranno mai incontrarsi Gesù e la musica Rock? "
la risposta fu: " Nel cuore di un rocker cristiano!"

Ho da poco ricevuto alcune pagine del libro: "My bloody Valentine" (di Daniele Lencioni )


"La notte passò sopra al mio sonno senza farsi sentire. Quando lascia l’albergo salutai con aria sofferta la signora e il coccodrillo natalizio. Lei mi guardò severa, come avesse letto nei miei occhi un senso di cordoglio che probabilmente intaccava la sua lotta quotidiana alla morte. C’era un discreto via vai di persone di fronte ai negozi, le auto fumanti portavano al lavoro i conducenti e il sole scaldava sufficientemente, in mezzo ai tavoli, con passo veloce e una giacca marrone abbottonata alta vidi Timmy entrare nel mio stesso bar. Non lo vedevo da mesi, da quando era venuto dalle mie parti a trovare i suoi figli.

Mangiammo carne e bevemmo vino rosso. A due persone Timmy era devoto, a Gesù Cristo e a Jimi Hendrix. Del musicista aveva tutto quello che nel corso di una vita aveva trovato, anche le ristampe delle ristampe delle ristampe. I suoi anni giovani erano passati dentro al cestello della psichedelia, compresa tutta quella fanghiglia che ci stava attorno, compresa la grande quantità di suoni che usciva dalla follia generalizzata e completamente aperta agli spazi. Compresa la perdita di alcuni aspetti dell'intimità umana. La grande fede nel Signore invece si era insinuata nel suo spirito quando lui nemmeno ci pensava, ma deve essere stata una cosa travolgente a vedere da come ne parlava ancora. ........

Ci rilassammo, misi un vecchio album di Neil Young e bevemmo ancora un bicchiere di rum. Fuori, Genova russava e il buio illuminava ancora i nostri pensieri, avevo una strana felicità recondita dentro, se tiravo dalla sigaretta potevo assaporare il fumo, se bevevo dal bicchiere sentivo il rum scendermi in gola. Mica cose che accadono tutti i giorni. Le discussioni teologiche ravvivano i sensi, è risaputo. -Penso che una volta a casa mi deciderò a leggerlo quel libro- gli dissi con sincerità. Andammo avanti ancora del tempo, la voce di Elmore James si alternava alla chitarra di Hendrix o all’armonica di Sonny boy Williamson, fino a quando la notte si suicidò nel chiarore mattutino e ci sentimmo pronti per il sonno, il letto che Timmy mi aveva preparato era ottimo e non potevo che essergli grato ancora una volta".

( Non poteva descrivermi meglio. Grazie Dany )


Un pensiero per l'amico Buddy che è andato a raggiungere la sua dimora celeste.

Buddy Miles

Washington, 28 febbraio 2008- Il musicista americano Buddy Miles, uno dei più grandi batteristi della storia del rock, è morto nella sua casa di Austin, in Texas, per complicazioni cardiache, all'età di 60 anni.

Nato il 5 settembre 1947 a Omaha, nel New England, come George Miles, 'Buddy' venne conosciuto fin da subito come un bambino prodigio, suonando la batteria nel gruppo jazz di suo padre. Nonostante abbia lavorato anche con artisti del calibro di Carlos Santana e John Mc Laughlin, il suo nome viene sempre associato a quello di Jimi Hendrix, con il quale ha suonato per un breve ma intenso periodo nella Band of Gypsys, portandogli gloria e considerazione. Il batterista Buddy Miles ha avuto una lunga e brillante carriera come leader, cantante e membro di molti gruppi di successo tra cui i 'Band of Gypsys' di Jimi Hendrix, dove fu chiamato insieme al bassista Billy Cox. Nel 1967 creò con il chitarrista Mike Bloomfield la band degli 'Electric Flag' e nel 1968 formò i 'Buddy Miles Express', pubblicando il disco 'Expressway to Your Skull', prodotto dall'amico Hendrix mentre Miles suonava nel leggendario album 'Electric Ladyland'. Negli anni Settanta Miles è stato in tour con Santana, collaborazione culminata nella pubblicazione di 'Carlos Santana and Buddy Miles! Live!'. Una delle sue pubblicazioni più recenti è 'Blues Berries' del 2002. Miles ha lavorato anche con Stevie Wonder, Muddy Waters, Barry White e David Bowie.

me & Buddy

Negli anni Ottanta 'Buddy', genio e sregolatezza, ha dissipato il proprio talento con una condotta di vita non proprio irreprensibile ed alcune disavventure giudiziarie lo hanno tenuto lontano a lungo dalla musica. Lasciati alle spalle gli anni bui, il corpulento batterista verso il 1994 è tornato a suonare a livelli più che dignitosi, come hanno dimostrano anche le recenti tournee italiane in cui 'Buddy' è riuscito a catalizzare l'attenzione del pubblico con la sua consumata abilità di show man passando con disinvoltura dalla batteria alla chitarra e dando prova di grande feeling interpretativo come cantante.






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